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| | | TANTI CARI AUGURI DI BUONE FESTE. - 27 Dicembre 2011 | | | | Un anno da dimenticare, con una politica da dimenticare. Bisogna ricostruire il sistema dalla base, con una cultura politica nuova. In democrazia non e' possibile approvare leggi senza concertazione! |
| | | | UNA SITUAZIONE INSOPPORTABILE! - 20 Dicembre 2011 | | | | analizza il tessuto imprenditoriale e i recenti aumenti anche nel settore dei carburanti.
Un’ulteriore beffa per gli italiani che, al quinto aumento trimestrale consecutivo per il gas e del terzo rincaro delle bollette elettriche in un anno, vedono i prezzi in USA che continuano a scendere e abbattere i costi fissi per le aziende e le famiglie americane.
Diverse associazioni a tutela di imprese e consumatori hanno sollevato la questione allertando sugli aumenti e offrendo proposte.
A denunciare l’ulteriore “stangata” interviene anche Coldiretti che riporta la quantificazione in cifre dell’incremento economico effettuata da Nomisma: 2,7% per la bolletta del gas (0,8 centesimi al chilowattora) e 4,8% per la luce (2,3 centesimi al metro cubo). Il problema di fondo è correlato a più fattori: l’aumento del greggio (giunto a 110 dollari a barile), i costi delle rinnovabili e i prezzi di trasmissione.
Con una nota la Coldiretti dichiara come ''l'aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perchè riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare. Il costo dell'energia si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole a partire da quelle che necessitano di riscaldamento come le serre ma anche la trasformazione e la conservazione degli alimenti''.
Per le famiglie italiane la quantificazione ammonta a circa 53 euro all’anno:circa 21,5 euro per luce (con un consumo medio di 2.400 chilowattora in un anno) e circa 32 euro per gas (con un consumo 1.400 metri cubi di metano in un anno).
Carlo Rienzi, presidente dell'associazione dei consumatori, suggerisce al Governo Monti di firmare un decreto che blocchi per i prossimi cinque anni gli aumenti nel settore energetico al fine di evitare… per restare in tema… un “blackout” nei redditi degli italiani.
M.S.P.
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| | | | Vaclav Havel - 20 Dicembre 2011 | | | | "La scomparsa di Vaclav Havel, ispiratore e protagonista, da Praga, di un risveglio democratico di coscienze e di popoli che ha pacificamente unificato il nostro continente, ci richiama alle più alte ispirazioni e motivazioni del progetto europeo".
Così il presidente della Repubblica ricorda la figura del grande leader della nuova europa democratica, scomparso domenica scorsa nel suo intervento in occasione della presentazione degli auguri di Natale e fine anno al Corpo Diplomatico ricevuto al Quirinale.
L'ispirazione successiva alla fine della Seconda Guerra e nel corso della guerra fredda, per la solidarietà politica tra popoli europei, resta l'orizzonte dell'impegno italiano anche in questa crisi dell'euro: "Se l’Italia fa – come, ne sono certo, farà – la sua parte, più in generale il percorso che porta all’uscita dalla crisi è europeo e sovranazionale. E l’impatto va ben oltre i confini dei 17 o dei 28: se per l’Europa la posta in gioco è altissima, le ricadute interessano il mondo intero. Ogni fantasia di scorciatoie nazionali è pura illusione". In questa prospettiva, ha proseguito il Capo dello Stato, "nessun singolo paese europeo, per quanto grande ed efficiente, può competere con successo nel contesto di grandi economie emergenti e dinanzi al disegnarsi di macro-regioni sovranazionali".
Dunque la sintonia tra le speranze di libertà per la riunificazione dei popoli europei di Vaclav Havel e la visione del compimento europeo del presidente Napoliticano, coincidono anche nelle differenti condizioni in cui le linee guida del progetto unitario debbono tenere ferma la rotta. Anche oggi, dice Napolitano, "la nostra visione del progetto europeo non può limitarsi alla sua dimensione monetaria, finanziaria, economica. Il tessuto comunitario a 27, ormai a 28, va salvaguardato e rafforzato dando piena attuazione al Trattato di Lisbona". Perché "l’Europa rimane una; immaginarne due o ancor più - ha detto con forza - significherebbe scivolare su un piano inclinato al fondo del quale non rimarrebbe alcuna Europa".
Una battaglia comune per i diritti e per una nuova Patria senza Muri
L'EUROPA, LA DITTATURA FINANZIARIA.
DOPO HAVEL I "DISSIDENTI" SONO A OVEST
(Gli articoli per la Critica Sociale)
In ricordo della figura dell'ex dissidente e drammaturgo, Vaclav Havel, divenuto Presidente della Repubblica Ceca dopo la fine del comunismo sovietico, riproponiamo un ricordo di Paolo Pillitteri, legato da profonda amicizia al leader scomparso domenica, e un reprint di articoli che l'allora dissidente Havel scrisse per Critica Sociale. E' un ricordo di Havel, ma per l'Italia di oggi senza valori e senza politica, è anche dal nostro punto di vista un richiamo ad un esempio di come si debbano compiere scelte di campo quando sono in gioco i principi sia di libertà, ma anche di fraternità e solidarietà tra popoli europei. Una scelta che allora la Critica Sociale degli “autonomisti milanesi” di Bettino Craxi fece, sola nel panorama delle riviste e dei circoli intellettuali (non solo di sinistra) negli anni '70 a difesa dei diritti umani negati dal totalitarismo sovietico (in fondo anche russo)nell'Europa dell'Est. Ci vollero il Papa polacco e Solidarnosc per dare impulso anche in Occidente alla battaglia finora condotta da pochi isolati, anche ad Ovest, per la liberazione di tutti gli europei e per il loro ricongiungimento in una sola e nuova patria comune.Nelle parole del dissidente Havel che riproponiamo, vi è quindi l'attualità di un rimprovero verso chi sta deludendo quelle speranze, con l'anteporre la rincorsa perdente ai mercati finanziari (che sono il genio del possesso) alla priorità dell'unità politica e solidale europea (il genio della sfera morale), alla base dell'ispirazione di “una patria di popoli”. L'euro sarà forte quando sarà terminata l'”incompiuta” Unione politica e del mercato europeo. La speculazione se ne infischia degli organigrammi. Nel ricordare Havel, oggi noi siamo i “dissidenti” verso l'errata conduzione della crisi dell'euro da parte di una personalità come il Cancelliere Merkel che di quella speranza ha animato la sua milizia democratica in gioventù, oltre la “cortina di ferro”, come Havel. J.F.Kennedy indicò la “nuova frontiera” da oltrepassare nel Muro, quando eravamo tutti “berlinesi”. Oggi, Signora Merkel, siamo tutti europei, o siamo alla vigilia di nuovi muri? (c.s.)
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| | | | UN POPOLO UNITO, CHE SCENDE IN PIAZZA - 06 Dicembre 2011 | | | | E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA, BISOGNA SCENDERE IN PIAZZA PER COSTRINGERE CHI DECIDE A DECIDERE DI CAMBIARE ROTTA.
TASSARE, MA TASSARE TUTTI SOPRATTUTTO CHI LA RICCHEZZA CE L’HA DAVVERO CON GRANDI, GRANDISSIMI PATRIMONI, ANCHE DISTRIBUITI IN TUTTO IL MONDO.
UN ESEMPIO MOLTO SEMPLICE, IL GOVERNO INGLESE HA PRESO L’ELENCO DEI CAPITALI INGLESI DEPOSITATI NELLE BANCHE SVIZZERE E LI HA TASSATI IN MODO CONSIDEREVOLO,
PERCHE’ NON L’HA FATTO IL GOVERNO ITALIANO, ANZICHE’ ATTACCARE IN MODO COSI’ PESANTE LE PENSIONI E LA PRIMA CASA.
CHI SI VUOLE UNIRE A NOI IN UNA PROTESTA DI PIAZZA CONTINUATA, PUO’ TELEFONARE AL N. 348/8105422.
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| | | | VERGOGNA! ECCO COME BOLOGNA CELEBRA IL 3 DICEMBRE -LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI- - 05 Dicembre 2011 | | | | Vivere nella disabilità è indubbiamente una delle condizioni esistenziali tra le più complesse; nonostante tutto la disabilità non ha impedito a molti la conquista di una vita quotidiana serena. Ma le famiglie spesso devono lottare per rivendicare diritti che dovrebbero essere garantiti.
Quello che veniva definito lo Stato sociale è ormai un ricordo: Il fondo per le persone non autosufficienti è stato azzerato, educatori e insegnanti di sostegno scarseggiano, e l'equità sociale è ancora un miraggio. Per questi motivi la celebrazione del 3 di dicembre dovrebbe caratterizzarsi per la sottolineatura di quanto tutto sia rimesso in discussione e di come peggiorino sempre di più le condizioni di vita delle persone disabili a fronte di una grave crisi del Paese.
La mia città, Bologna, che è sempre stata attenta a questi problemi sociali quest’anno, col sindaco Merola ha dimostrato una caduta di stile ma, peggio ancora un cinismo insopportabile e deprecabile. Il sindaco ha fatto chiudere al traffico la cosiddetta zona T del centro per favorire pedoni e bici, proprio a partire dal 3 di dicembre e ha dichiarato “Noi rispettiamo le proposte di tutti, anche le proteste e crediamo che riuscire a riqualificare il nostro centro storico non abbia bisogno di vincitori o vinti in un gioco a somma zero, ma di vincere insieme per il bene comune”. A parte il fatto che anche ASCOM, che tutela i negozianti gli si è rivoltata contro per ragioni utilitaristiche e commerciali plausibili per la categoria, ora vorrei sapere il “bene comune” come viene interpretato da questo distratto e disinformato sindaco, che impedisce alle persone che non possono muoversi in bici e tantomeno sulle proprie gambe di entrare in quella zona centrale pur avendo il contrassegno handicap, calpestando ogni fondamentale diritto acquisito. Spero che qualcuno della sua giunta o quantomeno qualcuno a lui vicino gli faccia notare l’errore gigantesco che ha compiuto nei confronti di un numero enorme disuoi cittadini, che possono e devono avere le pari opportunità degli altri.
Daniela Mignogna
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